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Alla scoperta di Lucia Scaligeri, allieva di Chiara Varotari.
Il primo a far riferimento in due occasioni alla pittrice è Marco Boschini che, se nel 1660 indica la parentela con Bartolomeo Scaligeri (lo zio) e un legame imitativo con la maniera della bottega dei Varotari, è solo in una lettera del 1675 che il letterato rende evidente il fatto che Lucia sia stata prima allieva di Chiara Varotari e poi di Dario, nipote di quest’ultima. In questo caso Lucia è definita ritrattista «valorosa» che replica «molto bene» le opere dei Varotari.
Altre informazioni interessanti provengono da Pellegrino Antonio Orlandi nel 1704 (e nelle successive edizioni del 1719 e del 1776) in cui sembra aprirsi uno spiraglio nella sua vita grazie ad un cugino della pittrice Fortunato Vinaccesi.
Lucia, figlia di Domenico Scaligeri (fratello di Bartolomeo) e Agnola Vinaccesi, sarebbe nata a Venezia nel 1637 per morire nel 1700 (a 63 anni), quattro anni prima del testo che la cita. Inoltre si sarebbe sposata (con un uomo di cui non si riporta nemmeno il nome) a Venezia e, tra i suoi vari (e ignoti) figli, ci sarebbe una certa Suor Maria Teodora, anche lei pittrice, di Santa Maria Maggiore.
Oltre all’indicazione della sua superiorità artistica rispetto allo zio nel seguire il «colorito di Tiziano», la si dichiara pratica di latino, spagnolo e francese, nonché abile nel canto e con gli strumenti musicali (elementi alquanto comuni tra le artiste virtuose dell’epoca). Una nota critica è quella sulla sua formazione artistica, che elimina inspiegabilmente Chiara Varotari in favore del fratello Alessandro detto il Padovanino.
Purtroppo se solo queste poche fonti possono essere considerate attendibili, non ci è giunta la conoscenza di alcuna opera dell’artista, firmata o attribuita, ma questo non vuole certamente dire che non ne abbia prodotte, anzi, ma che se n’è persa la memoria. Questo è un caso comune tra le artiste “minori”, di cui si auspicano studi futuri più approfonditi.
L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.