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Verde natura

La primavera è alle porte… Non si direbbe vista la giornata odierna. C’è un rimedio, stimolare la mente con opere d’arte di colore verde! Che questa nuova mostra virtuale abbia inizio.

Agave, Paola Boron,

Siamo di fronte ad un’opera interessante che guarda all’elemento vegetale, in questo caso una rigogliosa pianta di agave, con un punto di vista ravvicinato. L’insieme delle lunghe foglie crea un effetto quasi ipnotico dovuto all’alternanza di strisce di un verde chiarissimo e di un verde intenso. Pare inoltre che questa pianta giganteggi sull’osservatore, equiparandolo quasi ad un piccolo essere, se si vuole un insetto, che può vedere in un simile spettacolo un luogo ospitale in cui risiedere. Accanto ci sono altre piante che hanno un colore che tende al blu e trasmette un senso di rilassamento che ricorda quello del refrigerio delle sere estive. Non sfugge il gioco dell’artista nel raffigurare con complessità queste foglie, ce n’è perfino una che tenta di bucare la tela per raggiungerci ed è stata infatti opportunamente tagliata. L’opera è definita con realismo e non mancano dettagli come l’imbrunimento delle foglie, anche in corrispondenza del taglio e le zone più chiare in cui le fibre non hanno un colore verde uniforme. Questo procedimento è certamente aiutato dal pennello e da una minuzia che sembra ai non addetti un esercizio veloce che invece è frutto di un tempo molto più lungo.

Un angolo di pace, Stefania Fasolin,

Il potere della spatola qui è in grado di rendere non solo la brillantezza del sole che lambisce le foglie e i petali delle piante, ma anche di trasmettere il movimento di questi alla brezza naturale. Questo giardino nascosto è un angolo di pace a cui  ognuno dovrebbe avere modo di accedere dopo le fatiche di una settimana lavorativa o di studio. Immersi così nel verde non si desidera altro che starsene li in silenzio, sotto un pergolato vivente, a leggere un buon libro o ad ascoltare della musica. Quella porta azzurra con vetro attira lo sguardo, anche se la sua oscurità non ci permette di decifrare chi abiti in questo luogo ameno. Sopra al tavolino si può osservare un vaso azzurro contenente dei girasoli, una cesta con probabilmente della frutta e dietro due bottiglie di vetro, una verde e l’altra rossa. Si nota che a questo luogo sono state dedicate le cure più attente che hanno portato ad una prosperità che fa bene all’animo. L’occhio è attratto da simili immagini perché non sono del tutto definite e la mente ha la possibilità di ricostruire ciò che non c’è ed è come se venisse stuzzicata e quindi prova piacere. La sensazione generale è vibrante, limpida e appaga un’eleganza naturale.

Così ma verde, Susanna Bedin,

Un’opera astratta può essere caricata di un’ambivalenza di significati, ma qui è il colore che parla per sè stesso e se comunque non si può decretare un tema preciso la vocazione al naturale è evidente. Il trattamento riservato al colore è interessante e restituisce un tutto caotico che non da un’idea di irrazionale, ma di un corpus ben organizzato di forze, anche se incomprensibile. Ecco quindi che può sorgere l’idea di essere di fronte ad una foresta, magari una di quelle primordiali. Si può scorgere un’eco d’acqua, come una goccia che tuffatasi in una pozza increspa la superficie creando dei cerchi. Si vedono poi tutta una serie di impronte, naturali o artificiali, che danno un’idea di vissuto. Il nero poi richiama l’impenetrabilità di alcune zone, il bianco di contro dimostra come ci sia anche una grande necessità di luce. Questa visione ricorda la scheda madre di un pc, un luogo tramite il quale il computer è in grado di animarsi. Entrambi sono luoghi in cui è possibile la vita (in una certa misura), in cui azioni complesse producono qualcosa di stupefacente. Quest’opera parla più di quanto mostri ed è quindi profonda, antica e al tempo stesso contemporanea.

Castello di Falconara, Michele Massari,

Ciò che il pittore ci offre è uno scorcio del castello di Falconara in Sicilia. Probabilmente è tratta da una cartolina che è frutto di un lavoro studiatissimo per dare enfasi a questa struttura del XIV secolo. Nel dipinto è dato rilievo all’incontro tra tre dimensioni che sono dipendenti l’una dall’altra: il mare, il cielo nuvoloso e la rigogliosa macchia mediterranea di un verde profondo. Su tutto si erge la figura sospesa del castello, in cui un tempo si allevavano i falconi, quasi uno di quelli dell’Orlando furioso. Si avverte distintamente la presenza del vento che muove le onde, sconquassa le nubi e accarezza la vegetazione. Quest’ultima è profumata e prospera a tal punto da avere una ricchezza di colori e forme straordinarie. Un cactus maestoso, un’aloe, gigli, papaveri, rose, erbe aromatiche… Se questo è in grado di meravigliare, di più ancora stupisce il verde cupo di quella che può dirsi quasi una foresta. Le piante qui hanno trovato un habitat perfetto e si capisce l’esigenza di costruire proprio qui, anche solo come dimora per le vacanze. Altra presenza in questo paesaggio è la roccia che la natura ha scavato per vivere. Stiamo assistendo ad un attimo sospeso che senza dubbio precede una perturbazione. Se ci si concentra si potrà non solo sentire il profumo della natura, ma anche l’eco misteriosa della voce del vento.

MutuAZIONE, Federica Fontola,

L’impressione suscitata da quest’opera è di un’unione tra l’umano e la natura. Il rosso rappresenta la linfa vitale dell’uomo, mentre il verde il sangue delle piante. Le forme geometriche sono qui speculari e il loro incontro è scambievole e nulla può rompere il loro equilibrio. Quest’opera si è certamente dotata anche della teoria matematica degli insiemi e propone in essa una storia, un modo per vedere il mondo. Uomo e natura possono convivere perfettamente, anzi dalla loro unione possono sorgere meraviglie. Viene da chiedersi perché nella realtà non si abbia ancora capito questo semplice ragionamento. C’è un senso di perfezione in questa tela piegata e dipinta, una centralità che unisce, include e valorizza, che è in grado di farsi portavoce di entrambi. È un’esperienza unica che può essere replicata e si pone a modello ospitale e ragionevole. Anche se pone confini questi giocano tra loro senza eccessi, perfino divertendosi a trovare nuove soluzioni di continuità. Tra quest’opera e la cornice c’è uno spazio che da quasi l’idea che la tela fluttui perché colma di energia che non può essere contenuta, che sprizza allegria e vitalità.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.