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Susanna Bedin, astrattista dell’emotività rasserenante

Susanna Bedin, in arte Susart, è una giovane artista molto promettente. Diplomata in Liceo artistico e laureata a Venezia in Conservazione e Tutela dei Beni Culturali – indirizzo Archeologico, attualmente sta frequentando un corso di oreficeria. L’artista dimostra una predilezione per la tecnica dell’acrilico, unita all’applicazione di paste materiche, in opere prettamente astratte di diverso formato. Da sottolineare fin qui l’amicizia con l’artista Miriam Giavarina (che ho precedentemente intervistato) con la quale ha realizzato diverse opere in collaborazione.

Juta latte e miele, tecnica mista su tela, collaborazione,

Su uno sfondo double face con il marrone fecondo della terra unito al blu cupo delle notti d’estate è stato scompostamente adagiato un sacco di juta. Sembra poi che un contadino dopo aver raccolto il miele dolce delle api ronzanti e il latte placido e caldo delle vacche nella stalla, in un momento di riposo dalla calura estiva, vi si sia seduto per leggere il giornale tagliuzzando divertito svariate lettere A, m, L, S, m, S. Si tratta senza dubbio di un saggio della cosiddetta arte povera.

Passeggiata zen, stucco su tela,

Sembra di trovarsi all’interno di un giardino di sabbia bianca, creato a solchi di rastrello, con giochi circolari di un tenue verde. C’è qui un desiderio di serenità, un andare a rassicurare chi guarda alla bontà meditativa di una tale operazione. Potrebbe anche suscitare l’immagine di un fondale marino, in cui gli ammoniti riposano da diverse ere. C’è in ogni caso una vitalità che è propria dell’acqua e una morbidezza materica molto sofisticata che tendono a rapire chi guarda in una sorta di ambiente delicato e delimitato con cura. Nessuno potrebbe pensare che quest’opera sia un riuso di un dipinto che non ha soddisfatto l’artista.

Ruggine, acrilico e pasta materica su tela,

Non tutti i dipinti sono opere singole, ma per praticità sono divisi in dittici e spesso trittici tra loro collegati che raccontano e completano una narrazione. Ciò che l’artista tratteggia non sono emozioni calibrate in precedenza, quanto invece frutto di un’emotività o di uno stato d’animo inconscio e subitaneo, immediato. Ad arricchire una pittura ad acrilico fluida e da rabdomante ci pensano poi spatole, pettini e imballaggi a bolle con segni, solcature e impressioni, stampe. C’è infine un gusto per il colore e un saper quando fermarsi.

En plein air, acrilico e pasta materica su tela,

A volte la genialità è offerta dalla natura e cosa può esserci di più piccolo di una coccinella che si posa sul dipinto lasciato all’aperto? Se ai più ciò è solo il risultato di una pittura en plein air, non è così per l’artista la quale la esalta e con essa unisce due tecniche tra loro nettamente contrastanti. Volato via l’insetto questo viene riprodotto con iperrealismo in un’opera astratta e quanto mai estranea alla figurazione. Tutto questo rimanda all’espressionismo di Munch in cui il pittore espone alle intemperie le proprie opere perché mostrino di aver vissuto.

Primavera, acrilico e pasta materica su tela,

Il rimando alla natura è ben evidente anche in quest’opera dai toni freschi in cui sembra di cogliere gli alberi di pesco in fiore. Di nuovo tornano i segni del giardino zen e il ricordo del Giappone è chiarissimo con i suoi fiori di pesco chiamati Sakura. Oltre a ciò pare di cogliere dell’oro, oppure un rimando ad più corposo colore dell’olio d’oliva in un cielo in cui le nubi corrono mosse da Zefiro che è sì la brezza primaverile, ma può portare anche il temporale.

Piccolo astratto nr.2, tecnica mista su tela,

L’astratto ha il pregio di rivelare ad ognuno immagini diverse a seconda della propria indole, ma non si tratta solo di questo se si pensa che Leonardo consigliava di studiare le macchie per sviluppare la creatività. C’è in un certo qual modo una corrispondenza di sensi tra noi e l’oggetto che osserviamo. Inoltre l’artista sfoggia qui un altro trucco, quello cioè di profilare gli elementi di bianco per dar loro maggiore enfasi e guidare la nostra esperienza visiva.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.