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Stefania Magnabosco è un’artista leonicena dedita alla pittura ad olio tramite la quale dà libera espressione alla sua creatività in due modalità principali: il paesaggismo impressionista e la natura morta (nello specifico attraverso la tecnica delle velature).
La sua formazione artistica prende avvio da autodidatta, con una precoce predisposizione per il disegno e l’arte in generale.
Inizialmente studia dai manuali per poi seguire dei corsi di pittura ad olio tenuti dalla pittrice Fernanda Perbellini, specializzata nei paesaggi e nelle nature morte impressionistiche con una tavolozza molto colorata e uno stile fluido. Le sue lezioni prevedevano l’esecuzione dal vivo con la possibilità di replica da parte degli studenti.
Nel 2011 vince la sua prima Cartolina della Fiera Cavalli di Lonigo (concorso indetto dalla Proloco) dal tema “Lonigo e la sua fiera” con un’originale Giostra di cavalli che la fa risaltare tra i trenta partecipanti. Nello stesso anno realizza una serie di piccole Vedute della Rocca Pisana che vende in una nota fioreria di Lonigo, firmate e datate.

Giostra di cavalli

Veduta della Rocca Pisana
Lo stile più fluido e rapido non la soddisfa appieno e così nel 2012 segue dei corsi di pittura impressionista ad olio tenuti dal pittore e professore Andrea Coltro in cui apprende la tecnica delle velature che più si confà a lei. In questo torno di tempo riceve anche la sua prima commissione, una Canestra di frutta su ispirazione caravaggesca con i frutti dell’autunno. Opera che stimola il suo ingegno, anche se si sente più attratta da composizioni da lei calibrate e di gusto più moderno rispetto alle copie d’autore.
Partecipa altre tre volte al concorso per la Cartolina della Fiera Cavalli e grazie alla sua originalità guadagna altre due vittorie. Vincitrici sono le opere Serliana con capriccio nel 2014 e poi con un’altra opera che sarà utilizzata per la cartolina del 2025 in cui i cavalli sono tratti da Géricault.

Serliana con capriccio
Prendiamo ora le opere Magnolia, Papaveri e fiordaliso, Orchidea. Tutte e tre sono nate dallo studio dal vero in cui l’artista è intervenuta studiandone la composizione. Non sono però opere che si esauriscono sulla tela, ma sono invece l’esito ultimo di una produzione di schizzi e bozzetti di studio del soggetto. Una menzione è anche per le diverse opere che ritraggono delle mele, in cui si può dire che il dettaglio della mela spaccata sia in fondo il suo motivo firma. Originalissima anche l’opera Matita.

Magnolia

Papaveri e fiordaliso

Mele rosse

Matita
Alla fine non può mancare la produzione di paesaggi e/o vedute aeree di città, questa volta con l’utilizzo di foto. Sono opere molto grandi (che solitamente realizza per sé) in cui Londra, Parigi, Napoli e Verona presentano un’attenzione per il dettaglio dei monumenti, mentre il resto degli edifici è reso con maggiore fluidità.

Londra

Parigi
Stefania Magnabosco ha partecipato ad altre mostre (sia singole che di gruppo) al Teatro di Lonigo, a Palazzo Pisani, al Bar Borsa prima del restauro, a San Bonifacio, Sossano e Arzignano.
L'articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.