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Sofonisba Anguissola (Cremona 1532/35-Palermo 1625) è una pittrice, ritrattista e miniaturista di nobili origini, figlia di Amilcare Anguissola e Bianca Ponzoni. Artista colta ed erudita, condivide con le numerose sorelle una dote artistica di rilievo opportunamente favorita dal padre il quale da a tutti i suoi figli eguale istruzione. Di lei si conservano molte opere tra le quali anche disegni, spesso bozzetti preparatori, che ci danno una possibilità di osservazione privilegiata del suo fare artistico e di quella ricerca di originalità nei soggetti che la contraddistinguerà sempre.

Fanciullo morso da un gambero, 1554, carboncino e matita su carta, Gabinetto disegni e stampe di Capodimonte, Napoli
Il disegno in questione, raffigurante il fratello Asdrubale e la sorella Europa, non solo sarebbe stato visto e apprezzato da Michelangelo, ma anticipa qualcosa di simile all’opera Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio. Originalissima è poi la tela Partita a scacchi dove le sorelle Lucia e Minerva giocano osservate da Europa e dall’anziana ancella Cornelia. Tutto gode di un’estrema cura, dagli abiti ai gioielli, dal tappeto anatolico alle pedine e al paesaggio leonardesco che portano certe piccole difficoltà prospettiche e anatomiche, dovute alla giovane età, in secondo piano.

Partita a scacchi, 1555, olio su tela, Museo Narodowym, Polonia
Abbiamo contezza dell’attività miniaturistica nel piccolo Autoritratto con monogramma dipinto allo specchio. L’opera è probabilmente realizzata con una lente tramite la tecnica dell’acquerello. Sofonisba si staglia a mezzobusto su uno sfondo verde mentre regge un medaglione con un monogramma che dovrebbe contenere le iniziali del nome del padre. Che si tratti di un dono da parte della figlia oppure di un ritrattino “promozionale”?

Autoritratto con monogramma, 1556, acquerello su pergamena, Museum of fine arts, Boston
Fortuna vuole (non è sempre così, come nel caso di Chiara Varotari) che si conoscano due pittori da cui dipende la formazione artistica di Sofonisba: Bernardino Campi e Bernardino Gatti. Del primo la pittrice realizza un ritratto mentre questi è intento ad effiggiarla. Un gioco particolarmente elaborato in cui è come se si realizzasse un dipinto nel dipinto (un’operazione cosiddetta meta-artistica) che è allo stesso tempo un ritratto del Campi e un autoritratto della stessa. Da notare il fatto che sembra che la pittrice abbia tre braccia: si tratta in realtà di un pentimento che era stato nascosto, ma che la caduta del colore ha rivelato nuovamente.

Bernardino Campi ritrae Sofonisba Anguissola, 1559, olio su tela, Pinacoteca Nazionale di Siena
Grazie all’attività di promozione della figlia il padre riesce a farla entrare alla prestigiosa corte spagnola degli Asburgo nel 1559 come dama di compagnia e pittrice insegnante della regina Isabella di Valois. Di questo periodo è la sua personale replica del Ritratto di Alessandro Farnese di Antonis Mor. Il dodicenne, nipote di Carlo V, nella versione di Sofonisba emerge con intensità da uno sfondo nero e ci guarda con manierata sicurezza e aggraziata imperturbabilità. L’abito tessuto d’oro, l’ermellino del tabarro, la berretta, la spada e i guanti (di cui uno solo è indossato ad aumentarne lo sfarzo, come nel Ritratto di Carlo V seduto di Tiziano) sono tutti emblemi del potere sfoggiati con naturale disinvoltura. E che dire poi della resa psicologica?

Ritratto di Alessandro Farnese, 1560, olio su tela, Galleria nazionale d’Irlanda, Dublino
Di questo fastoso periodo è anche il Ritratto di Isabella di Valois, regina e terza moglie di Filippo II d’Asburgo. A figura intera, nel suo prezioso e scuro abito di rappresentanza simbolo di nobiltà Isabella ci guarda con fissità, mentre regge con la mano destra una miniatura con il volto del marito. A questa immagine di fedeltà si associa quella della colonna, ad un tempo rimando alla virtù della fortezza, ma anche ad un’impresa asburgica. Da notare qui come lo stile spagnolo sia molto coprente e austero non fosse per questa profusione di gioelli dalle grosse gemme: corona, girocollo, cintura, innumerevoli spille e ricami, bottoni e anelli. Sofonisba si consacra come una superba artista di corte, insegnante della regina e parte del suo entourage, all’apice della sua carriera.

Ritratto di Isabella di Valois, 1561-65, olio su tela, Museo del Prado, Madrid
L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.