• info@lacittàdelleartiste.it

Blog Single

Featured

Silvia Lanza, arte ceramica creativa e vivace

Silvia Lanza è un’artista vicentina di grande capacità e creatività, dedita ora alla ceramica raku, però artista ad ampio spettro. La sua argilla assume forme sempre naturali, fatte a mano, dall’aspetto di ciotole, campane a vento, monili e gioielli contemporanei, o semplicemente oggetti ornamentali di derivazione orientale. Non le manca la vivacità dei colori che abbina in combinazioni vivaci e rasserenanti con il pregio della leggerezza. C’è sempre in quest’artista un desiderio creativo che non deve sfuggire, non si può non scorgerlo, si legge tra le righe una ricerca prolifica, prospera, che non si stanca se a guidarla è l’ardore dell’arte. Si tratta di una ceramica, la sua, che conosce gli smalti, le tecniche ed i passaggi e che colpisce per la semplicità finale delle realizzazioni. Le si augurano nuove ed innumerevoli avventure, magari passando da La Città delle Artiste, per farne insieme ed in gruppo.

Silvia Lanza, Ciotola pesce (Guizzante), ceramica raku,

È come se la materia argillosa di cui è composta questa ciotola non vedesse l’ora di guizzare via dalla terra per unirsi ai suoi parenti più prossimi, i pesci. La superficie lucida e brillante si muove, si piega e si torce alle estremità ad imitazione di pinne arricciate. Gli smalti applicati ricordano sì il mare, ma soprattutto le squame iridescenti con cui i pesci si adornano per molteplici motivi. Questo contenitore è la metà di un pesce di fondale, oppure di un frutto come la melagrana od il fico. C’è infatti una commistione tra il mondo acquatico e quello naturale che non si limita solo ai colori della vegetazione e del terreno, con una brunitura temprata a fuoco, ma anche di quelli (gli stessi) della terra. La luce dà l’illusione che la ciotola contenga davvero un mare, magari uno di tipo tropicale che circonda isole amene e selvagge in cui vigono regole di vita placide ed immote.

Silvia Lanza, Campana del vento (scacciapensieri), ceramica raku,

Nella cultura orientale (ed in questo caso giapponese) dei simili oggetti sono affidati alle cure del vento con l’idea di ristorare le persone durante le umide calure estive scacciando gli spiriti maligni. I colori sgargianti azzurro ed arancio delle sfere che pendono dalla calotta della campana esprimono allegria, come la formina a forma di pesce posta al centro, la stessa che è stata usata per le decorazioni superiori. Altre sfere nere sono ornate di gocce, una invece è bucherellata e così le formelle dei pesci nella campana che ricordano le impronte recuperate da certi fossili.

Silvia Lanza, Ciotola natura, ceramica raku,

In quest’opera un uccellino verde scuro trae refrigerio e s’abbevera da una pozza d’acqua che la natura ha predisposto per lui. I ghirigori ad impressione che ornano la superficie di questo contenitore fanno pensare a dei fiori, ma anche a degli elementi vegetali (detti racemi) che si arricciano con eleganza. La disposizione circolare degli ornamenti ricorda quasi quella dei cerchi magici e giungono alla mente quelle ciotole con, incise o dipinte, preghiere e testi che si pensava donassero particolari proprietà agli oggetti posti al loro interno.

Silvia Lanza, Pendenti, ceramica raku,

Un gruppo di pendenti con rimandi alle opere di artisti quali Piet Mondrian e Paul Klee brilla con diverse e variopinte tonalità pastello ad un ritmo pacato ed elegante. Gli smalti hanno giocato con il fuoco per produrre effetti accattivanti dal tenue sapore, simili a gioielli d’alta classe. In alcuni casi dal rigore geometrico lineare si approda ad uno puntuale e circolare, nel vero senso della parola, con quel puntino a ricordare lo yin e lo yang.

Silvia Lanza, Ciotola albero, ceramica raku,

Le radici di un albero, oppure alcuni suoi rami, si avvolgono attorno alla superficie di una ciotola che è simile ad un precipizio montano. Si tratta di una pianta rampicante senza foglie che si aggrappa strettamente alla roccia tenendola allo stesso tempo in posizione. La superficie irregolare della bordatura, come anche la diversa altezza, rimandano ad una creatività manuale semplice ed ispirata che insegue idealizzazioni antiche. Il bianco ed il nero sono l’unico ornamento necessario per simmetrie inesistenti e craquelure.

Haiku

«L’albero cresce senza foglie,

Salamandra

Che del fuoco ha la tempra».

 

Silvia Lanza, Bracciale Chakra (Rainbow), ceramica raku,

Si tratta senza dubbio di un bracciale vivace e sfacettato che unisce tutti i colori dell’arcobaleno per diffondere pace e dialogo laddove sono ahimè mancanti. I sette colori della luce, di forma circolare, rilucono per gli smalti e la lunga cottura, striati da innumerevoli crettature superficiali (i segni neri, le crepe). Ciascuno dei diversi colori fa riferimento nell’insieme, secondo l’artista, alla pratica dei chakra di origine indiana.

Silvia Lanza, Uccellini portafortuna, ceramica raku,

Le forme di questi pappagallini variopinti sono mudolari e la linearità è ciò che li contraddistingue dagli altri suoi oggetti . Non è chiaro a che cosa possano servire e forse le loro movenze rispecchiano un utilizzo antico: che si tratti di una sorta di spuntoni medievali (attrezzi per l’acconciatura)? Sono alla fine dei monili lucidi e geometrici, quasi dei giochi di gusto ornamentale e di singolare vivacità.

Silvia Lanza, Campana del vento (Pacifica), ceramica raku,

Al centro, al di sotto di questa campana di ceramica azzurra con impresse delle sagome che ricordano dei rami d’ulivo, è presente una colomba che ha superato plurime lotte (infatti è piena di crepe) in perfetto equilibrio su un oggetto simile ad un asteroide. Il raggio ideale delle sfere attorno alla creatura della pace richiama i moti e le rivoluzioni dei pianeti all’interno del proprio sistema planetario, con una forte idea di armonia e regolatezza. Si tratta di un oggetto benaugurante che a sentirlo rinfranca con il suo suono leggero e delicato, che non cerca d’apparire, ma l’incontro sensibile e pacato.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.