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Sereno Natale 2023

In questo giorno di Vigilia di Natale ho pensato di dedicarvi degli spunti di riflessione a partire da alcune delle opere di artiste ed artisti che ho incontrato finora.

Annunciazione, Antonella Burato,

Non può esserci Natale senza il fondamentale evento dell’Annunciazione. Un incontro incredibile tra due realtà che non erano mai state così vicine come in questa circostanza. Quest’opera è interessante perché non coglie lo stupore di Maria, ma focalizza il momento della sua riflessione prima che l’arcangelo dia avvio all’evento prodigioso del concepimento. Da sottolineare come entrambe siano figure giovani, ma se una guarda dritto davanti a sé con un po’ di timore, l’altra dimostra una saggezza fuori età unita ad una dolce imperturbabilità. Anche le vesti sono simili e c’è in entrambe una leggerezza che trova il suo massimo nel velo di Maria, mentre le ali di Gabriele sono immobili e nessun vento terreno può nulla su di loro. L’ambientazione un po’ di sogno rimanda con più verità all’aspetto di Nazaret, un terreno sabbioso, secco, con qualche sprazzo vegetale, ma… quelle accanto alla Madonna sono delle ossa? Che sia un rimando alla valle delle ossa di Ezechiele, in cui c’è forse già un preannuncio di resurrezione? Il cielo è compatto sotto una cappa di nubi che copre le stelle, ma la luna brilla a noi celata alla destra di Maria, mentre l’arcangelo irradia luce propria.

Rosa dei venti, Michela Dal Zovo,

Una cometa si muove nell’universo e irradia lo spazio per rischiarare la notte, un momento di certo più buio di quanto possiamo normalmente sperimentare. Si potrebbe pensare che quest’opera sia una stella, un fiore diafano e sottile che emana la sua energia muovendosi tra i pianeti e le stelle fisse. C’è un senso misterioso in una cometa, non si sa da dove venga, dove vada e da quanto sia in viaggio. Il Natale sembra non parlare che di viaggi, quello della sacra famiglia, quello dei pastori, poi dei magi, della cometa. Nessuno è fermo, ma ogni cosa avviene secondo i suoi ritmi e così deve essere, con un risultato finale niente male.

Natività, Fulvio Taccini,

Si tratta in questo caso di un’opera piccolissima, realizzata ad olio su un frammento di guscio d’uovo, in grado di restituire tutto quello che è il senso del Natale. Un bambino è nato poverissimo da una famiglia altrettanto indigente che è costretta a farlo nascere in una grotta, tutt’al più una stalla, perché per loro non c’è posto da nessuna parte. Questo è ciò che festeggiamo e occorre non dimenticarlo mentre siamo presi dalle luci e i colori delle feste, dai pranzi e dalle cene. Gesù in quest’opera allarga le braccia verso la madre ed è come se emanasse calore e luce divina, la stessa che irradia il bue e l’asinello, nonché la stella cometa. Le stelle (o sono forse angeli?) danzano sfavillando nel cielo notturno e si raccolgono attorno alla sacra famiglia. Per ora non c’è ancora nessuno accanto a loro, ma fra poco arriveranno i pastori, gli ultimi degli ultimi, e saranno i primi a precedere i re. Si ha come la sensazione di assistere a qualcosa che avviene nel silenzio mentre il mondo fa festa anche quando non dovrebbe o non sarebbe opportuno. Il messaggio di salvezza per fortuna giunge lo stesso ogni anno, però occorre ogni volta ravvivarlo, stringerglisi attorno per scorgere il suo effetto benefico più profondo.

Una luce di speranza che guarda verso di noi, Susy Lovato,

Pare di trovarsi all’interno di un’umile casa di Betlemme, un luogo alla cui parete è appesa una lucerna per fare un po’ di luce e tentare di difendersi alla meglio dall’ambiente esterno. Siamo in fondo in un luogo desertico e di notte deve fare piuttosto freddo. I pastori riposano quieti dopo aver faticato tutto il giorno e francamente vorrebbero solo dormire. Non è così perché una luce divina illumina il buio, molto più di come farebbe la luce del sole, ed un pulviscolo d’oro riverbera i raggi emanati dagli angeli. Queste creature che racchiudono entrambi i generi invitano i pastori ad andare ad omaggiare Gesù, «è nato per voi un salvatore» dicono, e si astengono dall’imporre a qualcuno l’obbligo di recarsi a quella visita. I pastori a questa vista avranno avuto terrore, ma poi saranno stati confortati da queste voci maschili e femminili all’unisono. Gratuitamente un gruppo di pastori si sarà recato alla grotta con le greggi, nonostante la stanchezza. Ci sarà stato chi alla vista di Gesù avrà creduto, altri che avranno avuto dei dubbi… certamente avranno tutti provato tenerezza per quel bimbo appena nato che non aveva che bisogno di riposo, cure e calore, attenzioni. Un bambino è sempre per tutti una grande speranza, rende il futuro forse più lieve.

Arance, Michele Massari,

Eccoci in un interno che richiama certamente il periodo delle festività natalizie, se non altro per il suo calendario del gennaio 2002. In esso è presente un’illustrazione che ritrae un altro interno (simile all’opera di Susy Lovato) in cui la Madonna tiene in braccio un luminoso Gesù con accanto San Giuseppe. Al di sopra tre angeli. C’è un senso di tenerezza non indifferente, un calore che conforta e ristora. Questo mi fa pensare all’idea condivisa sui social di un presepe con due mamme… L’idea è molto bella e sensibile, aggiungiamo anche due papà, anzi tre con San Giuseppe. Alla fine Gesù è figlio di Dio, adottato da San Giuseppe e quindi fa parte di una famiglia allargata, più moderna e aperta di quanto alcuni vorrebbero farci credere. Il presepe è di tutti e per tutti, non esclude, anzi, include e si offre con tenerezza al mondo… il finale ormai lo si conosce.

Sereno Natale

 

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.