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Profondo rosso

Nell’arte ogni colore permette di compiere un viaggio in grado di suscitare emozioni capaci di fissarsi nella nostra mente. Questo è il caso del colore rosso, uno fra i primi che sia mai stato utilizzato nell’ambito artistico, nelle grotte rupestri. C’è nel rosso un’energia doppia, un calore mai sopito e un’istintività aggressiva che si deve tenere sotto controllo. Si tratta di un colore che è lo stesso del sangue che scorre nelle nostre vene e quindi abbiamo con esso un legame piuttosto stretto, vitale. Si apre quindi questo viaggio, lasciatevi stupire e seguitemi…

Orchidee, Terry Trevisan,

Ci sono due forze in quest’opera: la vitalità calda del rosso e la freschezza blu dell’acqua. I toni del rosso raggiungono vette altissime ed è come se l’animo di queste orchidee finalmente ci parlasse per comunicarci un mistero silente. Fantasmi floreali sono impressi nella tela e trasmettono emozioni umane, con le gioie e i turbamenti che ne conseguono, senza filtri. Ciò non rende l’opera più comprensibile, anzi l’essere consci di questo da al tutto una profondità inedita e disarmante. La natura ci parla con metro antropico, la linfa è sangue ed acqua e tutto è ricondotto ad un unico ordine. L’opera non impone nulla, ma è come se offrisse sé stessa, il suo nettare, gratuitamente, così che ognuno fruisca cogliendo ciò che più gli aggrada. E’ un sogno vividissimo e le sfumature tra i due estremi di colore sono magnetiche come i misteriosi messaggi che queste piante ci comunicano.

Ciliegie, Stefania Magnabosco,

Queste ciliegie sono una delizia. Sono così lucide e sode che riflettono la luce quasi come degli oggetti plastici. C’è un effetto specchio interessante unito ad un desiderio di assaggiarle che almeno soddisfa la vista. Altro elemento di interesse sono le ombre di colore che si allungano, prodotte da questi succosi frutti. Nella realtà non si proietta il colore, ma in un’opera così ciò da enfasi ed è come se ci fosse la volontà di espandere le ciliegie ben oltre i loro confini. Questi frutti sono come dei geoidi, pianeti dalla forma irregolare, che irradiano la propria influenza attraendosi oppure allontanandosi tra loro. Quelle due foglie potrebbero anche essere dei vascelli che con dilettevole calma solcano un latteo mare. Un’opera ricca di suggestioni che continua a parlare da sé stimolando la mente.

Parete rossa, Gessica Tiziani,

La parete di questa stanza ha una terribilità nascosta che può avere diverse letture a seconda dello sguardo con cui la si osserva. Prima di tutto va detto che ciò che ha prodotto questa stratificazione è il tempo, unito al desiderio umano per il continuo rinnovamento. Ad ogni tinta corrisponde una stanza diversa, eppure sempre la stessa, un po’ come per gli esseri umani un vestito nuovo. Rosso all’esterno, carico, passionale, quindi l’ocra, il bianco, il rosa e poi l’azzurrino. Il contrasto con il celeste della porta è vivacissimo e il taglio dato impone alla mente uno sforzo piacevole, unito ad un desiderio di sapere di più di questo ambiente. Viene il sospetto che qui possa essere avvenuto qualcosa di drammatico e che poi il tutto sia stato lasciato alle intemperie almeno fino ad ora. Il colore rosso ha sempre in sé un sospetto di male, se non altro perché quando ci si ferisce il sangue scende, ma il rosso è anche il colore del calore, dell’amore, ma anche del divieto, che ti ricorda di prestare attenzione.

Donna in rosso, Paola Boron,

Un abito di velluto rosso, una mela di una tonalità più cupa, smalto e rossetto sono tutti toni di uno stesso colore che ogni volta si rivela nuovo e diverso. Che cosa significhi quest’offerta della mela è un vero mistero. Che sia il pomo della discordia? Oppure quella di Biancaneve? Non lo sapremo mai ed è inutile chiederselo, eppure l’enigma rimane e ci interroga. Gli effetti del tessuto nelle innumerevoli pieghe danno a questo rosso un carattere cangiante che induce l’occhio all’osservazione.

Paolo e Francesca nell’Inferno dantesco, Patrizia Da Re,

Il rosso è un colore passionale che rimanda senza dubbio alla sfera amorosa, ma ha in sé purtroppo una duplicità. Dove da una parte c’è il sentimento dell’innamoramento, dall’altra può esserci anche la tragedia della violenza, del possesso. I secoli tramandano vicende, in questo caso storiche, in cui sono presenti entrambe le accezioni, anche se c’è da dire che è cambiato ora il giudizio sugli attori della storia. Paolo e Francesca, amanti, uccisi entrambi dal marito di lei. Ad aver voce è in Dante la sola Francesca, mentre Paolo le sta accanto in silenzio. Nella visione dantesca i due sono comunque dannati e si trovano assieme a molti altri nel primo girone dell’inferno, quello dedicato ai lussuriosi. Come pena queste anime affrontano inermi un vento sconquassatore che soffia in eterno. I due vagano ancora assieme e si connotano per una maggiore leggerezza e li si vede qui luminosissimi nel mezzo di quella che pare una rosa, ma è in realtà una selva di anime sospiranti.

Coreana, Mara Barison,

Delle labbra rosse come una rosa e degli esili nastri per capelli: questo tutto il rosso dell’opera. Uno sguardo di giovane donna che esprime un sentimento profondo, pieno, colmo di sensibilità. Gli occhi non si nascondono e non c’è nessuna ritrosia in essi, anzi c’è un invito impossibile a sostenere il suo sguardo che ha un potere di resistenza ben più alto di un essere umano e sempre offre il suo sembiante a chiunque lo guardi. Ognuno vede e interpreta qualcosa, anche la vista più rapida e priva di conoscenza. Si tratta di un colore rosso che si armonizza nella scena.

Papaveri, Stefania Fasolin,

Dei papaveri rossi, recisi nel pieno della fioritura, sono posti in un vaso panciuto e dal lungo collo che poggia su un pensile marmoreo. Si può certamente cogliere in questi ampi petali tutto il potere dell’arsura del sole che non solo ha contribuito alla maturità del fiore, ma illumina anche l’opera che è probabilmente ambientata su un davanzale. Gli steli sono già del tutto neri e ricordano quasi dei carboncini ottenuti dalla cottura del legno. A questo punto è intervenuta l’artista che ha cristallizato una situazione che di lì a poco sarebbe diventata prossima all’appassimento per garantire invece una prosecuzione solida. In tutto ciò la spatola ha reso la tela poetica perché ha tolto nitidezza permettendo all’immaginazione di ricostruire l’intorno.

L’articolo è proprietà intellettuale di Rossi Pierluigi.