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Patrizia Finato, sensibile sguardo e brio espressivo

Patrizia Finato è un’artista leonicena autodidatta dedita alla pittura ad olio che si rivolge prima di tutto al ritratto animale e alle copie d’autore, ma non solo... È una pittrice che dimostra una grande passione per l’arte che considera un tempo tutto per sé per staccare la mente dalle preoccupazioni della vita. Le riescono molto bene le copie di Van Gogh e ha anche realizzato una copia da Bellini tramite l’uso delle velature. Inoltre si può dire in generale che ha una buona abilità nell’osservazione che le consente di realizzare delle opere di efficace realismo dalla sola foto. Anche lei è quindi all’interno del novero delle artiste leonicene ed ha seguito i corsi di pittura di Andrea Coltro.

Ritratto di gatto dagli occhi azzurri,

In questo vero e proprio ritratto un gatto ci osserva con dei brillanti occhi azzurri e uno sguardo appena imbronciato. Si coglie certamente una grande attenzione nella resa dei dettagli e una volontà di realismo che sono indice di un’esecuzione lunga e perita. Certo il ritratto è eseguito tramite l’utilizzo della fotografia, ciò è un vantaggio visto l’indole felina e una garanzia di accuratezza artistica. Lo sfondo scuro esalta la bianchezza del pelo che tende al color caffelatte e gli occhi sono come degli scrigni di stelle che sfavillano oppure un cielo in cui il vento conduce le nubi. Si vede la tecnica precisa e curata con l’uso delle velature e di pennelli dalla punta sempre più fine. Si è voluto inoltre rendere la morbidezza della pelliccia che da a questo gatto un’eleganza felina, una grazia distaccata e indipendente. L’effetto d’insieme è ben riuscito ed è un ottimo ricordo per chi lo ha commissionato.

Ritratto di cane multicolor,

Certamente questo soggetto è vivacissimo e si può vedere come l’elemento artistico sia prorompente. Sono presenti tutti i colori dell’arcobaleno, che sono ben orchestrati e dimostrano una conoscenza precisa degli effetti cromatici. Il cane ritratto osserva certamente il suo padrone con occhi sognanti, colmi di fiducia, forse è in attesa di cibo o di attenzioni. Interessante è anche l’uso di gocciolature e colature che conferiscono all’opera una dinamicità emozionale e una fluidità che scosta quell’ineludibile staticità tipica di un dipinto. Certo lo sfondo bianco esalta il soggetto così carico di colore ed ha insomma la stessa valenza della luce del sole all’aperto. Nonostante ciò non manca la vocazione al realismo e lo si vede nella resa del muso, dei peli e degli effetti di luce sul naso. In alcuni luoghi i puntini si fanno più ravvicinati ed è come se conferissero una spensieratezza in più al tutto che pare tolto dalla realtà e calato in un’atmosfera senza tempo.

Iris,

La copia d’autore è sempre un’operazione delicata che non richiede soltanto tempo e perizia, ma anche un sentire comune con il vero autore dell’opera. In questo caso pare proprio che l’attività sia ben riuscita ed è molto somigliante all’opera Iris su sfondo giallo di Vincent Van Gogh del 1889, conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam. Questa copia è dunque un po’ più ampia e diversa è la resa dello sfondo e del terreno, ma per il resto è praticamente lo stesso soggetto. Lo sfondo in questo caso è dotato di pennellate concentriche che catalizzano maggiormente l’attenzione sulla composizione, sul vaso e sui fiori con foglie (è comunque una ripresa esecutiva dal pittore).

Palazzo Pisani,

Con una singolare prospettiva l’artista è riuscita a registrare tutto il palazzo che è davvero così iconico per chi vive a Lonigo. Il disegno certo è riuscito e ottima è la scelta dell’atmosfera e della luce che illumina l’edificio. L’opera non si caratterizza per il realismo, ma è come se ci si trovasse all’interno di un sogno i cui confini sono labili e ciò che conta è il ricordo o l’impressione. Memorie di avvenimenti passati che ritornano e si mescolano con altri per generare sogni nuovi. In un secondo momento infatti all’opera si aggiunge il disegno semplificato di un cavallo di profilo che pare come essere appena apparso e trasparente si muove in un ambito che non è più il suo. Quest’opera è stata realizzata per la Fiera di Lonigo ed è una composizione ben riuscita e sognante, che emana tepore e rasserena. Si coglie tra le pennellate qualcosa di più profondo, un brio, un’allegria rassicurante e lieta che invita alla calma.

Ritratto di cane,

Nuovamente possiamo osservare il ritratto di un cane assieme al suo corrispettivo fotografico. Si può vedere come la resa sia molto accurata, anche nell’espressione, per realizzare un ritratto fedele ed espressivo. Lo sfondo è più chiaro e ciò è dovuto al fatto che in questo modo si da più enfasi al soggetto scuro facendolo risaltare. A ben vedere gli occhi arancio-ambrati sono gli stessi e sembrano ugualmente brillanti e colmi di vivacità.  Di nuovo si coglie lo sforzo nella resa del pelo e nella sua lucentezza. Il naso è simile come anche le orecchie. Probabilmente anche questo cane sta osservando il suo padrone ed è come se si aspettasse qualcosa da lui o ne fosse semplicemente incuriosito (probabilmente stava tentando di fargli guardare la fotocamera).

Ritratto di cane su sfondo nero,

Un’altra espressiva effige canina è quella che abbiamo davanti e la scelta dello stile rappresentativo vuole in fondo enfatizzare l’allegra scioltezza dell’animale. Certo il disegno non è del tutto definito, ma l’uso del colore non lo rende necessario, anzi è proprio quest’ultimo che con le sue gradazioni ne definisce i volumi. Lo stesso trattamento è riservato allo sfondo in cui le tinte scure cozzano con quelle chiare della pelliccia con l’egregio effetto di far risaltare ancora di più il ritratto. Il modo in cui sono state date le pennellate da come l’idea di qualcosa di acquoreo che si riverbera su tutta la superficie donando brio e compattezza. Si vede che questo cane è felice, forse un po’ accaldato dopo aver fatto una corsa, mentre si riposa sdraiato al sole. La sua espressione è dolce e certamente invita alla carezza, ma attenzione… non abbaia.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.