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Passione d'autunno

Quest’anno lo spirito autunnale si è fatto sentire con largo anticipo e non c’è nulla di meglio per celebrarlo di una mostra virtuale a tema. Quali sono i suoi colori? Certamente il rosso, il giallo e il marrone (tipici delle foglie cadute), ma anche il blu, il bianco e il nero (delle nubi che portano la pioggia). Si tratta di un viaggio tra il figurativo e l’astratto con opere che suscitano emozioni che sono in linea con questa stagione. Le primizie della natura sono illuminate da un sole meno cocente e da una freschezza che le irrobustisce. Certo la loro maturazione si è avviata in estate, ma è questo il momento della loro raccolta (il girasole e il melograno).

Il ratto di Europa, Patrizia Da Re, tecnica mista su carta da spolvero,

Zeus si invaghisce della giovane Europa e così la rapisce assunte le sembianze di un toro bianco. Questa vicenda è classica nel mito e nessuno chiede mai a queste giovani che cosa desiderino davvero e molto spesso neanche si curano dei loro sentimenti. L’opera rappresenta il momento in cui Zeus è già in acqua, fatta salire la giovane in groppa con un inganno, e si appresta ad attraversare il mare che dalla Fenicia conduce all’isola di Creta. Le vesti di Europa si librano al vento rosse, nere e gialle, mentre i gioielli che indossa rilucono bruniti alla luce del sole. Si può sentire il vento impetuoso che le scompiglia abiti e capelli mentre si aggrappa al fulmineo toro che solca le onde del mare. La velocità sconvolge le figure e i pescatori che li scorgono riescono a malapena a cogliere una nube iridescente che probabilmente scambiano per un colpo di sole. I prodigi divini del padre degli dei sono ovviamente occultati, ma non c’è nulla che possa sfuggire all’ira di Era. Tra i figli di Europa e Zeus c’è anche Minosse, futuro re cretese e padre di Arianna, nonché marito di Pasifae.

Almost blue, Chiara Coltro, tecnica mista,

L’autunno è la stagione dei colori ed ogni albero dà il meglio di sé e tinge le sue foglie come farebbe una pittrice con le sue tele. Al giallo, all’arancio e al rosso si unisce il blu che preannuncia l’inverno, il freddo e il gelo. C’è inoltre un biancastro grigiore che rimanda alla nebbia, poi il marrone ed ovviamente il nero delle giornate che si accorciano. Il colore è liquido e corre, scivola e cola, gocciola, striscia e ondeggia per creare un’opera che attira lo sguardo ed incanta narrando il reale come solo una tela informale è in grado di fare. Si parla certamente di alberi e foglie, di foschie e fumi, di tramonti scarlati ed albe rosate, con la vitalità dell’estate che si mischia al rigore invernale e crea un capolavoro impossibile da imitare. C’è un’aria incantatoria che pervade l’intera tela e trasmette un senso di velocità inedito e forse, se si presta maggiore attenzione si potrebbe, nella zona bianca, scorgere una figura femminile.

Melograni, Stefania Fasolin,

Il calore pulsante del colore rosso si nasconde come una gemma all’interno del melograno e riveste spesso anche la buccia dura e resistente. Pare quasi che il fuoco estivo sia stato immagazzinato per l’inverno, dalla pianta previdente, per offrirsi sempre. Lo sfondo scuro e marrone enfatizza questi frutti che sono ben illuminati da una fonte luminosa che viene da sinistra. Ogni elemento non è descritto con minuzia, ma ricostruito dall’occhio grazie all’abilità di una pittrice che si avvale della spatola. Anche il verde delle foglie serve a dare carattere ad una composizione equilibrata e fresca.

Girasoli, Michele Massari, olio su tela,

Molto realistico è invece questo mazzo di girasoli che non tradisce la sua origine disegnativa. Tre freschi girasoli con corolle, petali e foglie sono stati avvolti nelle pagine di un giornale ed adagiati su una semplice tavola di legno con sfondo monocromo blu, in una variazione di luce. Siamo di fronte ad una natura morta che si connota per dei caratteri antichi come la presenza di piccoli insetti, tra loro una coccinella, che ricordano la transitorietà della vita e la natura trasformativa della morte. Piacevolissima è anche la resa della carta di giornale con il tentativo ben riuscito di realismo. Colpisce il titolo di questo Giornale di Vicenza del 2002 (un martedì?): «Basta polemiche sulla giustizia», chissà a che cosa si riferiva… e poi, che cosa avranno mai fatto quegli «undici negozianti»? In ogni caso l’opera è un saggio della maestria di un artista leoniceno prolifico che ha lasciato un’eredità pittorica da non sottovalutare.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.