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Paola Boron, per un aggiornamento

L’arte non sa cos’è il riposo. Trovo sia interessante ritornare alle artiste già intervistate per toccare con mano il percorso raggiunto, le nuove opere e i progetti futuri.

Belle Dormeuse,

Una giovane donna si è appena assopita, forse dopo una lunga attesa infruttuosa, ed ora sogna mentre il suo animo si sta riappacificando. L’associazione che si potrebbe fare (anche per il titolo) è con La Bella addormentata, la fiaba, con un percorso però che si muove in direzione opposta. Quest’opera nasce da una foto della nota Angelika Buettner, fotografa, che l’ha realizzata dopo uno studio delle opere di Tamara de Lempicka. C’è quindi un filo rosso tra queste tre artiste e un ragionamento unico che crea idee originali a partire da una matrice sempre viva, fervente. Il volto addormentato e la capigliatura di questa versione dipinta ricordano la Furia Ludovisi, un essere mitologico mostruoso, quasi come una Medusa, che colto nella quiete del sonno rivela tutta la sua sublime bellezza. Che dire poi del suo abito? Le trasparenze del pizzo con i motivi a fiori sono interessanti e procurano un gioco di veli delicato ed aggraziato. L’utilizzo della luce è scenico, drammatico, ed enfatizza il sentimento celato.

La sigaretta,

Quest’opera verte tutta su uno sguardo di donna che assomiglia molto a quello di un felino, una leonessa che sa ciò che vuole e lo ottiene con una grazia accuminata. I suoi capelli fluiscono come se si trattasse di una cascata e viene in mente la dea induista Ganga, madre dei fiumi, i cui capelli scorrono in tutte le acque. L’effigiata è certamente una donna d’affari, allenata alla lotta, che sempre impone la sua presenza con un magnetismo singolare ed una personalità sfaccettata. Il particolare della sigaretta tenuta tra le dita di una mano da enfasi a quanto detto in precedenza e ricorda Coco Chanel.

Belle Dormeuse,

C’è un afflato misterioso in quest’opera, una leggerezza soave e un sopore da sogno che incanta la vista e ammalia. Una giovane donna giace a letto con una camicia da notte dal bordo di pizzo e sogna serena, forse nell’attesa del suo amante. Il dettaglio delle mani è interessante ed è piacevole soffermarsi su di esse, anche il colore dello smalto gioca la sua parte e contribuisce ad un effetto voluttuoso. Che dire poi dei capelli? Un biondo tendente al rosso, quasi un rosa arancio, elaborato e mosso, brioso. Questa donna potrebbe assomigliare all’attrice Carmen Ejogo in un recente film fantasy, la fisionomia del viso le si accosta molto. Sembra davvero di trovarsi all’interno di un film che rappresenta un’epoca che ormai non è più…

Monica Bellucci,

C’è un brillio in questi occhi simile al cielo stellato, in cui tutto sfavilla con vibrante leggerezza. Il volto iconico della Bellucci si rivolge all’osservatore con suadenza e qualcosa di magico si scatena in questo scambio di sguardi. Abito e cappello alla dama inglese danno un senso di composto mistero all’incontro, quasi come se ci si trovasse di fronte ad una fata Morgana. La Bellucci ha davvero interpretato la sorella di Artù, ma poi anche la Befana. C’è un sentimento magico e un magnetismo che incanta e immobilizza, tipico di un sogno. Lo sfondo chiaro esalta la figura, quasi uscisse da un luogo nebbioso che però il sole riesce a rischiarare. Grande attenzione è data alla resa del volto e davvero sembra di trovarsi all’interno di un sogno suggestivo e incantatorio.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.