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Multicolor

Cosa è in grado di cogliere le peculiarità dei colori meglio di un arcobaleno? La luce si spezza per rivelare tutta la sua splendida anima. Non a caso le bandiere della pace e quella arcobaleno hanno tutti i colori dell’iride, le differenze arricchiscono, danno pienezza, non bisogna temerle. Dopo un temporale non è straordinario osservare un portento di colori? Diamo allora inizio a questa nuova mostra virtuale che saprà meravigliarvi con i colori più sgargianti e arricchire la vista con nuove sensibilità.

Poldo multicolor, Patrizia Finato,

Su uno sfondo bianco si staglia il muso multicolore di un cane. Si veda questo ritratto come un tentativo di esprimere tramite immagine quello che è il sentimento di affetto profondo dell’effigiato. Questo cane osserva il suo padrone con attenzione, è per lui il suo tutto, e lo ricambia con una fiducia encomiabile. Perfino i greci antichi attribuivano al cane questo valore, e cioè una fedeltà incrollabile, un desiderio ultimo di rivedere colui o colei che si sceglievano come padrone. Di tutti gli elementi in quest’opera solo uno è quello che rimane del tutto realistico: l’occhio. Si potrebbe pensare che da esso scenda una lacrima gialla, quasi un ultimo desiderio che si realizza, una volontà di saluto prima che i destini si dividano.

Abissi, Michela Dal Zovo,

Il sole del tramonto affonda i raggi nell’oceano e man mano che sprofonda perde la sua energia, eppure c’è moltissima luce emessa dalle creature che vi abitano. Non si tratta solo di una fantasia artistica, ma di una reale presenza che gli studiosi hanno registrato nelle profondità in cui non si sarebbe creduto possibile la vita. Non si tratta quindi soltanto di un’opera rappresentativa del brodo primordiale, ma anche di un confronto tra fonti luminose, la potenza aranciata del tramonto e del corallo che si confronta con i molteplici verdi, viola e gialli delle profondità. I raggi del sole raggiungono i fondali a fatica, divenendo quasi le stelle di un cielo acquatico, di una via lattea verde e d’oro. Luoghi, che si potrebbero pensare silenziosi e solitari, colmi invece di vita, vivace e allegra, sonora e mossa.

Sogni colorati, Susy Lovato,

Quest’opera è da dirsi lirica, musicale. Si potrebbe pensare a delle vibrazioni sonore che smuovono la superficie dell’acqua che, giocando con il sole, crea infinite gradazioni di ogni colore. La luce si divide in possibilità innumerevoli che conducono ad una situazione mutevole e al tempo stesso più ricca di quanto potrebbe essere l’esperienza di base. Ciò sta a dire che la bravura dell’artista è data soprattuto dal fatto che la sua immaginazione le permette di intuire con occhi creativi le potenzialità di un semplice avvenimento, come un oggetto o una forza che smuove l’acqua. Quest’opera è in fondo uno spartito la cui partitura è perfetta eppure molto difficile da leggere. C’è una leggerezza che nasconde una complessità ricca, pronta in ogni momento a rinnovarsi. L’artista coglie l’attimo opportuno e fissa nella tela il momento in cui l’idea si concretizza per restituire una sorprendente verità: l’arte è una musica di colore.

Omaggio a Niki de Saint Phalle, Stefania Fasolin,

Questa tela nasce in seguito alla vista dell’opera Gwendolyn di Niki de Saint Phalle alla biennale di Venezia del 2022. La ripresa è molto fedele al reale, ma la spatola coglie un aspetto materico tattile che guarda quest’opera effigiata con maggiore profondità. I colori creano dei percorsi che donano un senso di mistero profondo e antico, quasi fossimo di fronte ad una di quelle prosperose statuette della dea madre. La spatola ha fatto vibrare l’opera tanto da renderla vivente e ci si aspetterebbe da un momento all’altro di vederla muoversi e magari rivolgerci uno sguardo enigmatico. Lo sfondo grigio esalta ancora di più i colori che rimandano inevitabilmente al Giardino dei tarocchi di Capalbio (giardino realizzato nel 1996 da Niki de Saint Phalle).

Giovane donna, Michela Dal Zovo,

Se non fosse per il tema così profondo che traspare da quest’opera fin dal primo sguardo, si potrebbe dire che è un tripudio di colore, una gioia per gli occhi che inebria ed attrae. L’elemento di disturbo è forte e sta tutto in questa fascia di quadretti colorati che vorrebbe impedire alla donna di parlare. Sono elementi regolari posti al centro di sezioni dalle forme più diverse che hanno invece una maggiore armonia, troppo prevedibili rispetto alla mutevolezza della realtà e della natura, basti osservare i colori delle rose. Ad avere maggiore definizione sono gli occhi, dei verdi occhi che trafiggono e sostengono in eterno una battaglia che mai perderanno. Da sottolineare la leggerezza vaporosa dei capelli che denotano una beltà che solo se lasciata libera è in grado di esprimere tutto il suo splendore.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.