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Mistero Viola

Vi accolgo oggi tra le affascinanti suggestioni prodotte dalle sfumature del colore viola. Faremo insieme un viaggio inaspettato tra le sue atmosfere magiche e i suoi portenti più misteriosi per scoprire finalmente da che cosa questo colore è composto.

Vibrato turchese, Terry Trevisan,

Il mondo naturale si amalgama assieme alla capacità della mente di delineare i confini delle cose e lo fa ad arte. Il mistero dei viola è tutto in questa commistione che genera un’opera fresca e capace di restituire elementi della realtà pur collocandosi all’interno di una visione informale. Questa corrente artistica fa sì che l’oggetto studiato dalla pittrice non si possa più vedere distintamente, ma intuire e cogliere solo ad un livello sottile che paradossalmente è in grado di caricarsi di una potenzialità espressiva ancora maggiore. Se l’elemento iniziale è un fiore, con questo diverso punto di vista è possibile approfondire ogni suo aspetto e mostrarlo per così dire intimamente. Il viola, l’arancio e l’azzurro si muovono con tinte e gradazioni diverse, sempre tenui, e pare di avvertire in essi un dialogo silenzioso tra le forze della natura che si avvolgono attorno al fiore garantendone la vita. L’azzurro rimanda ad un elemento leggero come l’aria, l’arancio ad una forza vitale e pulsante che rende possibile la vita, il viola può rappresentare l’acqua e il mistero dell’esistenza. Certamente si possono cogliere questi aspetti anche osservando una composizione di fiori, ma non ci sarà mai un’espressività così marcata capace di tuffarsi in profondità come nell’arte. Si tratta quasi di un guardare ad un oggetto così da vicino da perderne i connotati tuttavia, in virtù di questa estrema vicinanza, si guadagna la conoscenza della ragione della sua esistenza.

Universys, Chiara Coltro,

Una nebulosa violacea irradia la sua luce soffusa nel buio dello spazio vuoto e fa brillare le particelle d’oro che le fluttuano attorno. Il rosso intensifica il viola e l’oro lo impreziosisce, mentre il nero lo esalta. Si coglie un afflato magico in questa composizione artistica, una sorta di sinfonia primordiale che invita alla calma e al tempo stesso rimanda ad un insieme caotico. L’opera si apprezza certamente con lo sguardo, ma non è possibile tralasciare il dato tattile grazie ad una ruvidità materica simile alla sabbia che favorisce l’illusione di trovarsi al cospetto di un’incommensurabile fenomeno spaziale. Che cosa dà al viola l’energia di illuminare una notte senza sole? Non lo sappiamo e proprio questo è il suo mistero che ammalia e promette risposte senza mai rivelarle.

Le pieghe della materia, Patrizia Da Re,

Un essere diafano e fragilissimo fluttua nell’aria con il suo manto di energia e prima di sparire si rivolge all’osservatore con il suo unico occhio, simile ad un gioiello viola e oro. Dove si sta recando questa figura senza genere? Tra le pagine di un libro o all’interno delle trame delle stoffe che lo avvolgono per rivestirsi di un sembiante che sia in armonia con il suo animo. Che si tratti di una stella cadente (come nel Castello errante di Howl)? Potrebbe benissimo essere un alieno che altro non desidera se non comunicare e condividere i suoi segreti con altri esseri senzienti. Il suo sguardo è un enigma, quasi l’occhio di una sfinge oppure quello delle tre parche… Non sembra che voglia nuocere, ma non ne abbiamo la certezza. Che si tratti invece di una divinità che vaga tra le pieghe della materia e delle dimensioni alla ricerca della sua identità?  Tra le pagine di questo libro  sono presenti tutte le coordinate della vita e quest’entità le sfoglia per scegliere ciò che è a lui più confacente. Guardando verso di noi sembra interrogarci sulle nostre scelte e sui desideri positivi a cui non diamo vita per seguire le consuetidini del mondo… Egli ci scruta in un attimo e ci svela il suo segreto, ma noi non riusciamo a comprenderlo… o forse sì?

Schizzo, Alberta Marchi,

Un bozzetto ha sempre in sè un’istintività che l’opera finale non è più in grado di esprimere con la stessa forza, anche se dovrebbe essere poi la realizzazione migliore di quell’idea. È come se l’artista godesse di una maggiore libertà che poi la realizzazione ufficiale dell’opera imbriglia, vincola in una rigidità che “immobilizza”. È il caso di quest’opera, tratta senza dubbio dalle sculture di Michelangelo delle cappelle medicee, in cui delle onde energetiche blu e viola spargono nell’aria suggestioni e movimenti danzanti di grande sensualità. C’e chi dice che un corpo maschile non abbia forme aggraziate, ma non è così e quest’opera lo può dimostrare. Quali sono i pensieri che turbano questa figura tali da fargli assumere questa posizione con la mano destra appoggiata a terra per sostenersi mentre si copre il volto con la sinistra? È in atto un grande turbamento, un’emotività che solo queste fluttuazioni sono in grado di liberare. In parte lo si potrebbe associare all’Angelo caduto di Cabanel, eppure qui il suo sguardo non si vede e manca quella terribile vena iraconda. C’è invece una tristezza che comunque non riesce a sopraffare questo giovane che resiste con una straordinaria vitalità alle avversità della vita. Danzano le ergie vitali in effluvi viola… il giovane efebo è sensualmente triste, ma è quasi l’ora in cui si rialzerà per sconfiggere, nudo, il gigante.

Coreana, Mara Barison,

È presente in questo caso un viola molto tenue, quasi blu, che incornicia un viso di un leggero verde che ricorda il colore di una porcellana. Lo sguardo fisso all’osservatore è rigido, ieratico, ma non lo è così tanto da celare del tutto una profonda dolcezza. Questo pallore che il rosso attenuato delle labbra è in grado di ravvivare ricorda una fiammella, come se l’intera figura fosse un’anima che ci osserva, ma che non ha nessun contatto con la nostra realtà. Questo volto privo di connotati è un simulacro, una dimora temporanea per le anime per ragionare di nuovo sul mistero della vita. Il viola in fondo unisce lo spirito meditante del blu con il pulsare del rosso per dare forma all’invisibile. L’arte si fa da tramite ed è una soglia, un luogo di incontro liminare in cui avvengono portenti, in cui si fanno incontri in grado di far rifiorire perfino il terreno più arido e riarso. Gli spiriti rivivono, ritrovano la via del contatto e si palesano tramite un volto di incantatrice meraviglioso e nello stesso tempo terribile. Quali sono i suoi segreti più reconditi? Non ce li rivelerà mai…

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.