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Miriam Giavarina è una giovane artista che promette un futuro brillante. Diplomata in Liceo Artistico frequenta ora Beni Culturali all’Università di Verona. Formata dunque su una buona parte delle tecniche artistiche, prima si dedica all’acrilico per poi passare all’olio che le consente tempi di stesura più lunga e quindi una più attenta resa del dettaglio. Al momento è principalmente interessata al paesaggio marino in una chiave iperrealista.

Panorama,
Si dedica alla realizzazione di tele dal periodo del Covid in cui trasforma questo momento di stallo in una possibilità creativa che contrasti la negatività della situazione generale. Inizialmente si occupa di opere di piccolo formato, in acrilico e poi ad olio, in cui immortala con i pennelli scatti fotografici per lei significativi, ricordi anche delle proprie vacanze/esperienze. Un’attività certamente meditativa di qualcosa di direttamente vissuto. Progressivamente farà opere di maggior formato.

Ricordi,
Queste tre opere dello stesso piccolo formato con cornice ad incastro (che realizza da sé) sono appunto le prime prove della sua attività. Dei semi detti “di elicottero” (dell’acero) che fluttuano in una piscina con i giochi di luce del sole, una luminosa candelina tenuta tra pollice e indice ed infine un paio di “stelle scintillanti”. Attimi sospesi, senza fine, vibranti di forte realismo, “stampe” pittoriche da foto, momenti di felicità.

Tulipani,
Interessante anche lo studio delle texture con scelte sperimentali che definiremo sempre più materiche, di gusto tattile. In questo caso il tema è quello della natura, in particolare fiori (tulipani) resi non in maniera iperrealistica, ma più schematica, stilizzata. Si coglie benissimo un colore più a rilievo, come il giallo al centro dei petali e un uso intenzionale dei bordi bianchi che isolano e risaltano determinati elementi.

Violette,
Un’opera interessante dal sapore sperimentale, frutto della collaborazione con un’altra artista, merita di essere riferita. Tutto qui è realizzato direttamente con il colore, dato puro, schietto, in dense quantità, a dare sostanza a fiori e foglie, anzi ad un’intera aiuola. In realtà si tratterebbe di una sorta di trittico, ma qui l’effetto è più vivace, di una matericità evidente e morbida, eppure elusiva (il colore è ormai asciutto).

Marina,
Altra opera molto acuta è questa la quale fa parte di un gruppo di quattro, frutto nuovamente di collaborazione. Tutto, che si tratti o meno di paesaggio marino, è incentrato sui diversi effetti atmosferici della luce del sole. La resa anche qui materica e più schematica è volta proprio alla registrazione dei giochi di luce, enfatizzata da colori brillanti, di grande effetto. Il formato è piccolo e quindi minuto, prezioso e fotografico.

Tenerife,
Ultimo gruppo di opere di interesse è questo trittico in cui sembra di trovarsi di fronte ad una sorta di dipinti vaso comunicanti. Questo paesaggio marino iperrealistico è in realtà unico, perché tratto da vari frame di un video che documenta un viaggio e non più da una semplice fotografia. Sembra di trovarsi di fronte a delle finestre sul mare, sincronizzate su attimi vicini, in prossimità tra loro. Pare quasi di sentire il vento che sconquassa le onde di un mare scuro coperto da nubi che in parte si stanno diradando. La spuma del mare è resa con una grande diligenza e c’è quasi l’illusione che quest’acqua possa lambirci da un momento all’altro.
L’articolo è proprietà intellettuale di Rossi Pierluigi.