- info@lacittàdelleartiste.it
1433, monastero dei SS. Fermo e Rustico
Il nobile Angelus del fu Federicus de Alemania, armigero al servizio di Venezia, è in punto di morte e fa testamento. Converso, dona al suo priore Luca da Este, dei monaci dell’ordine di San Giorgio in Alga, parte delle sue sostanze.
Il dormitorio di vimini e terra è luminoso ed ampio, i letti di fieno sono disposti a terra con ordine, separati appena da esigui tendaggi. Il povero edificio ha già qualche anno e sarebbe potuto crollare non fosse per la diligente cura dei monaci, dediti a quest’ora alle funzioni religiose ed agricole quotidiane. Gli ultimi giacigli, i migliori ed i più tranquilli sono occupati da alcuni malati o infermi che hanno la possibilità di godere della vista del giardino, con delle tende a fare ombra vista la stagione estiva. In uno di questi giace il vecchio guerriero che affronta con stoica serenità le sofferenze delle piaghe da decubito, per la lunga permanenza a letto, nonché i sintomi della malattia.
La nobiltà dei suoi modi corrisponde ad un aspetto elegante, capelli biondi quasi del tutto ingrigiti, occhi azzurro cielo e spalle ampie. Poggiata accanto a sé la sua spada, fidata compagna nella vita e nella morte.
“Mi hai fatto chiamare?”
“Sento approssimarsi la compagna morte, voglio fare testamento. Priore, mi faccia l’onore di assistermi.”
“Ma certo, come potrei anche solo negarti qualcosa? In questi anni il tuo aiuto è stato davvero prezioso.”
“Ho deciso di provvedere a mie spese a quella pala d’altare di cui tutti non fanno che lamentare la mancanza.”
“Ma Angelo, ne sei sicuro? È una spesa esosa per chiunque!”
“Non per me, che cosa posso farmene in paradiso delle ricchezze terrene?”
“Dovrebbero avere tutti il tuo spirito. Come sarebbe migliore il mondo…”
“Scrivi così… Die 17 augusti 1433… Angelus quondam Federicus de Alemania armiger ad presens priori Luca da Este, beneficiato monasterii SS. Firmi et Rustici… offre 15 ducati… pro faciendo depingi unam imaginem gloriose Virginis Marie pro anima sua”.
“Non è possibile! Dove le tieni tutte queste monete?”
“Metti una mano sotto al cuscino, tra parete e giaciglio”.
Il priore esegue la richiesta e trova una saccoccia con all’interno le monete che brillano d’oro.
«Ho pensato anche al pittore: prova a chiedere di un certo Andriolus Veronensis… che faccia una Vergine con il Bimbo in braccio ed altri santi attorno, come oggi si costuma».
«Sei deciso a fare questo, fino in fondo? Non hai nessun parente da… Angelus! Oh no, Angelus».
L’armigero è spirato. La pala, ammesso sia davvero quella eseguita da questo Andriolo da Verona, è oggi perduta.
L'articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.