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Ivana Schiavo è un’artista leonicena autodidatta con degli interessi artistici poliedrici che la portano, di volta in volta, ad una sperimentazione creativa e inedita per le sue opere. Appassionatasi al disegno fin da bambina, è solo a partire dal 1999 che frequenta dei corsi prima ad Arzignano (riproduzione dal vero, acquerello, china, disegno) e poi quelli del professor Andrea Coltro (sulla tecnica ad olio, che predilige tutt’ora). L’artista ha partecipato a moltissime mostre collettive, a diverse personali tra cui recentemente ad una mini-personale a Roma.

Il cambiamento,
La cifra che non deve sfuggire della sua attività è proprio questo gusto sperimentale, che sorge da un profondo desiderio espressivo, e si manifesta non solo nella scelta tecnica, ma anche in quella del supporto. Ciò è la manifestazione dell’ispirazione che si coniuga attraverso un’abilità manuale capace e versatile. Non si deve però errare considerando questo un mero esercizio istintivo e veloce perché molte di queste opere sono corredate da bozzetti e prove preparatorie che hanno comunque un forte impatto.

Lo sguardo,
Quest’opera trafigge con la lancinante potenza del blu e dell’azzurro e dona a questo volto con un carico emotivo sofferto un potere enigmatico e terribilmente bello. Pare quasi di essere calati all’interno oppure colpiti dalla manifestazione del pensiero di questa donna. Lacrime sì, ma che danno vigore e forza dirompente a questa sorta di fata Melusina. Ciò che qui deve stupire è che non si tratta dell’opera finale, ma di un abbozzo preparatorio. L’istinto è così che agisce, donando energia ed immediatezza nel totale disinteresse della forma.

Tra passato e presente,
Un tema ricorrente è quello del femminile sempre avvolto in un’atmosfera meditativa e quasi in un sopore profondo che non è sogno, ma rivelazione. In quest’opera il passato è certamente rappresentato dal mobilio, mentre il presente dalla donna e forse il futuro dalla luce del sole che dalla finestra le lambisce le spalle. La posa della donna ha un intreccio articolato che da un senso di sicura solidità e la rende quasi un punto fermo, un perno attorno a cui ruota tutto. Nulla ci permette di decifrare quale segreto questa donna abbia compreso.

Spontaneità e Purezza,
Altra tematica è quella delle composizioni a due o più pannelli in cui titoli allegorici sono associati a sguardi di figure femminili. La modalità è in fondo antica con figure di donne idealizzate ad assumere dei caratteri più che universali (come ad esempio la Poesia oppure la Pittura). In questo caso si parla di sentimenti e lo si fa con uno sguardo all’antico che risente di influssi botticelliani come i capelli mossi dal vento e le margherite su di essi. C’è come un senso di mistero e magia, quasi che si assista a qualcosa di inaspettato, e insieme un brivido dovuto ad uno sguardo limpido che indaga in profondità.

Le emozioni dell’inconscio,
Del tutto originale è quest’opera in cui la mente della donna più volte ritratta si rivela a noi e risplende come un prisma, un diamante appunto. È durante il sonno che si crea questo prodigio prezioso in cui non solo si coglie al centro la passione, ma anche in basso la disperazione e infine quell’occhio spalancato che è proprio della rivelazione. La tecnica è molto diversa dalle opere precedenti e la pennellata minuta è ben individuabile.

Spiritualità,
Ultimo gioiello è senza dubbio quest’opera che porta in sé una carica eccezionale di significanti. Una donna nuda, con gli occhi chiusi, porta le mani al volto dopo aver intrecciato le braccia. La nudità, oltre che riferirsi ad una dimensione più intima, può essere un chiaro rimando alla figura allegorica della Verità. Un velo trasparente è mosso da una lieve brezza che accarezza la figura. Velo e brezza rimandano tutte alla dimensione del divino, dello spirituale. Il primo richiama la tenda biblica dove era presente Dio, ma anche il velo nuziale, mentre la brezza, di per sé invisibile, è da sempre un simbolo della divinità in generale. Infine il colore blu dello sfondo: simbolo per eccellenza della meditazione, della preghiera, dell’acqua e di Maria.
L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.