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Il mito dipinto: La figura di Arianna

Quest’articolo vuole essere un tentativo di narrazione di un mito tramite l’aiuto di alcune delle opere d’arte che ho avuto modo di mostrarvi in queste interviste (che non necessariamente sono legate a questo tema). L’arte si presta molto bene a questi scambi perché è colma di suggestioni: basta avere la chiave giusta e il percorso, anche il più accidentato, può farsi agevole. Basta avere l’immaginazione e… un pizzico di fiducia nel cantastorie.

Gessica Tiziani, Nudo rosso,

Chi è Arianna? L’origine è nel mito: il mar Mediterraneo, l’isola di Creta, il palazzo di Knosso… La giovane è una principessa, sorella del Minotauro per il quale l’architetto Dedalo crea il labirinto, figlia di Minosse e Pasifae. In quest’opera è come se osservassimo in profondità la sua figura e ciò che balza agli occhi con evidenza è la sua innocenza mista ad una spensieratezza tipica della giovinezza. Arianna dorme e pare accenni ad un sorriso… probabilmente sta sognando del suo futuro ed attende che giunga il suo vero amore. Non sa ancora del tutto che cosa possa accadere nella vita e si lascia infatuare da ogni soffio delicato, ogni parola gentile… Ma che sia davvero così? Non tutto corrisponde al mito e ci sono degli altri elementi che occorre indagare ancora più a fondo. Certo è una giovane di sangue nobile, istruita per regnare, abile nella danza, la quale non solo conosce il labirinto alla perfezione, ma anche il terribile segreto celato al suo interno.

Stefania Magnabosco, Tersicore e Teseo, Profili comunicanti,

Questo è l’incontro fatale con l’eroe Teseo, quello destinato a sconvolgere l’esistenza di Arianna. Che cosa vede in lui la giovane, tanto da indurla ad aiutarlo nella folle impresa di liberare i dodici tributi ateniesi dati in pasto al Minotauro? Probabilmente Arianna scorge in lui la possibilità di poter agire secondo le proprie scelte. Teseo sa bene che senza di lei non può sperare di sopravvivere, ma non prova nulla per la povera Arianna che quindi userà per poi “dimenticarsene”. La vera conquistatrice del labirinto è comunque lei ed è lei che escogita lo stratagemma del filo che permetterà a tutti di uscire da quell’oscura segreta. Non si deve dimenticare che, per Teseo, Arianna offre non solo simbolicamente, ma anche concretamente  le vite dei propri familiari, certo quella del fratello dalla testa di toro che la madre ha concepito con un tauro sacro a Poseidone.

Gessica Tiziani, Parigi-Los Angeles,

Il labirinto. Arianna con il tempo ne è divenuta la signora e con la stessa tranquillità con cui vi entra riesce anche ad uscirne. Non solo, ma è anche immune dalla minaccia del fratello che quindi in un certo senso la riconosce come sorella e vi si rapporta. Arianna domina quindi la solitudine e non teme la gabbia in cui vive, ma la conosce nel profondo. È immune allora alla forza centripeta e ambisce a quella centrifuga, ne è attratta in un gioco illusionistico e al tempo stesso la teme perché la spinge verso l’ignoto. Arianna crede in Teseo e lo ritiene la sua ancora, il suo punto fermo, ma non ha esperienza del mondo e così ne è ingannata, usata, e poi gettata via. Per lui lei tradisce la sua famiglia, getta alle ortiche la prosperità cretese e la sua eredità effettiva. Si imbarca quindi per Atene con la promessa di matrimonio, ma…

Mara Sinicato Barison, Sopore,

Quando il passato di Arianna giace solo nel ricordo ecco che Teseo salpa e parte con lei assieme agli ateniesi per raggiungere la Grecia e Atene. Prima però tra le varie tappe del ritorno sbarcano nell’isola di Naxos e Arianna può finalmente riposare perché non teme alcun male. Ecco quindi che la sorte si avventa silenziosamente su di lei. Ella dorme beata, giace immobile come una statua, bellissima… Teseo molla gli ormeggi e prima che si svegli l’abbandona senza guardarsi in dietro (da qui nasce l’espressione “essere lasciati in asso”, dalla contrazione del nome dell’isola). Di fatto Arianna viene volutamente dimenticata, isolata e rinchiusa di nuovo come se il suo destino di prigioniera d’oro fosse infrangibile.

Susy Lovato, Pensieri d’autore,

È l’alba e cielo e mare si fondono in un tenue rosa da sogno che si armonizza all’azzurro delicato dell’aria. Le acque sono così limpide che la specchiatura è perfetta e ogni cosa ne viene riflessa tranne gli agili e veloci gabbiani. Questo è ciò che può aver visto Arianna al suo riveglio? Che si sia accorta subito che una delle imbarcazioni in lontananza era quella di Teseo? La sua ira disperata deve essersi levata contro quell’uomo traditore e la giovane avrà gridato agli dei per chiedere di essere vendicata. Qui vale il classico detto “cadere dalla padella alla brace” e la gabbia d’oro tanto rifuggita non ha fatto che ripresentarsi con i connotati modificati, ma uguale a sé stessa se non più stringente e solitaria.

Mara Sinicato Barison, Profilo greco,

Ecco allora un’Arianna svuotata e priva ormai di quell’innocenza iniziale che l’aveva spinta a dare fiducia ad un uomo che in fondo cercava solo la gloria... Accade invece l’impossibile e Arianna si volta, stupita: è giunto il dio Dioniso (Bacco) di ritorno dall’India con il suo rumoroso corteo di baccanti e satiri. È amore all’istante, anzi al primo sguardo. Alla giovane donerà addirittura una costellazione, la corona boreale, per poi sposarla e portarla con sé sull’Olimpo, un onore grandioso all’interno dei racconti epici. Arianna è finalmente libera oppure è entrata nella gabbia d’oro suprema?

A Nasso verrà venerata come una dea…

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.