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Helga Trestini, multiforme ispirazione creativa

Helga Trestini è un’artista autodidatta dalla multiforme ispirazione creativa. Da sempre appassionata all’arte, ha un’abilità tecnica che le viene in parte dal suo lavoro di decoratrice di ceramiche per un’azienda. Un suo pregio sta nello sperimentare le tecniche e gli stili, come si vedrà, per veicolare sempre un messaggio positivo e che dia serenità, oppure che faccia riflettere e porti speranza. Le sue opere d’arte sono eseguite sui supporti più vari e spesso sono anche realizzate direttamente sulle pareti. Un estro quindi che per esprimersi utilizza tutto ciò che soddisfa la sua intuizione artistica con dei veri e propri colpi di genio che ne rivelano la sua cifra stilistica. Si può dire infine che Helga sia un’artista sfaccettata che ragiona a lungo sulle sue opere e che trova sempre delle soluzioni adeguate alle difficoltà che possono porsi lungo il percorso.

Tulipani,

Queste piccole opere d’arte che rappresentano dei tulipani sono il risultato di una commissione che l’artista ha ricevuto da un’intraprendente azienda coltivatrice di fiori. Queste piccole tele pongono su uno sfondo neutro dal colore tenue un singolo fiore vivace, o meglio la sua corolla con una piccola parte di stelo. Il formato così ridotto è elegantemente posto su dei cavalletti in miniatura che “liberano” l’opera dalla consuetudine della parete e la rendono quasi un soprammobile alquanto originale, oppure un segnaposto. La firma dell’artista, le sue iniziali, è posta di lato. I fiori ispirano serenità e sono ritratti con un lieve accento dinamico che dona loro un certo carattere e freschezza, nonché fragranza.

Spia, oppure L’incantatrice,

Dalle pieghe sabbiose di un giardino zen emerge la metà di un viso di donna dallo sguardo fisso, diretto, che mette in soggezione. Sembra quasi di essere di fronte ad una maga, un’incantatrice, che abbiamo colto per errore durante una delle sue attività magiche e che quindi ci ha incantato per precauzione così che noi non si possa rivelare la sua dimora. Che si tratti dello sguardo di una dea? Che sia Diana che è stata vista da Atteone durante il bagno? L’uomo così folgorato sarà preda dei suoi cani da caccia, una volta tramutato in cervo. Oppure siamo di fronte ad Atena occhio azzurro (glaucopide)? Quindi uno sguardo di limpida e lancinante saggezza in un viso di porcellana che non esprime fragilità, ma la forte tempra di un ardore guerriero. Questo sguardo ricorda anche lo spicchio di luna che scruta la terra in una notte magari di nebbia e getta su tutto il suo giudizio silente. È un’opera dalle molteplici letture che parla senza parlare, una vera opera d’arte.

Girasoli,

Si tratta di una replica d’artista dei ben noti Girasoli di Van Gogh, opera resa non pedissequamente, ma copiata con un tocco personale. Van Gogh pone l’opera sotto le lenti di un giallo quasi afoso e penetrante che pervade ogni cosa con la sua intensità, mentre l’artista attenua questi toni donando un senso più equilibrato. Bella l’intuizione di porre la propria firma al posto della scritta sul vaso nell’originale.

Taj mahal,

Quest’opera è il frutto di un’altra commissione, un grande pannello applicato alla porta di una stanza. Il soggetto non è altro che una visione di sogno del ben noto Taj mahal ritratto in maniera più fantasiosa, specialmente nelle proporzioni, ma che sa restituire tutta la sua essenza. L’edificio si riflette sull’acqua di un’ampia vasca appena increspata, mentre un cielo luminosissimo da l’illusione che sia giorno eppure in alto c’è la falce di luna. È poi presente una figura che guarda assieme a noi questo sogno, una donna vestita di rosso che regge un fiore di loto, simbolo di purezza ed elevazione spirituale. Che si tratti dello spirito della donna per cui questo monumento è stato creato? Non lo sapremo mai perché non le è dato voltarsi per nessuna ragione. Chi sono poi quelle figurine all’entrata dell’edificio? Due rosse, due azzurre ed una di una bianchezza sfavillante…

Il sognatore,

Altra idea arguta è quella di inserire un dipinto in un altro dipinto, compiendo un’operazione meta-artistica. Il sogno comune dell’umanità è l’amore ed infatti il quadro dorato rappresenta questo. Un cuore rosso, un tramonto, una vacanza tropicale in cui una coppia sta per divenire un tutt’uno. Nella frenesia del quotidiano ciò non sempre si realizza, ma pare qui che un uomo ci pensi a tutte le ore e veda l’incontro d’amore come una via d’uscita dalla sua monotonia, dal ripetersi infinito e regolare delle sue attività poco appassionanti. L’oro è vitale, è luce sacrale, è prezioso, eterno. Il blu è preghiera, meditazione, è l’acqua. Riuscirà quest’uomo a trovare il suo vero amore per liberarsi dalle catene del quotidiano? Basterebbe soltanto un saltello, un balzo. Può un disegno riuscire nell’impresa? Glielo auguriamo.

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 Libertà,

Quando il genio dell’arte si palesa non si può che assecondarlo. Quest’opera sembrerebbe anonima, non poi così eccelsa, ma che cosa succede se vi si aggiunge del movimento? Si tratta di una tavola rettangolare tagliata obbliquamente a metà che quando si volge diviene un parallelepipedo con taglio retto. Si potrebbe trattare di una danza ritmata e regolare, di un incedere elegante e grazioso dietro al quale si cela però molta sofferenza. La sezione verde è il punto di partenza: una bambina in un paese che le tarpa le ali. Lei, come le altre bambine rappresentate dalle differenti strisce colorate sovrapposte, non può compiere il suo sogno (nello specifico diventare una ballerina). Ecco però che il pannello miracolosamente si volge e la bimba cresciuta ha realizzato il suo sogno, quei piedi così leggiadri portano il peso di tutte le altre, che non ce l’hanno fatta, e infondono speranza, coraggio, energia. Tutto ciò è una denuncia dei sopprusi contro le donne, in favore di un mondo che tenga più conto delle aspirazioni personali di tuttə, ugualmente.

 

L’articolo è proprietà intellettuale di Rossi Pierluigi.