• info@lacittàdelleartiste.it

Blog Single

Featured

Giulia Grobberio, arte del vetro tra luce e natura

Giulia Grobberio, originaria della Lessinia e pseudonimata Bludevèr (“blu di vetro”), è un’artista attiva nella realizzazione di opere in vetro artistico, prevalentemente attraverso la tecnica Tiffany. Il mondo naturale e la luce sono le sue fonti di ispirazione, le quali sono esaltate da un’abilità di taglio ed assemblaggio del vetro colorato e dalle plurime tipologie. A ciò si unisca una creatività che tenta e prova nuovi approcci per la realizzazione di oggetti come lampade, specchi e soprammobili, oppure composizioni di fiori. Un altro ambito di attività è quella dei gioielli, prevalentemente orecchini e portagioie, che realizza con gli scarti di lavorazione delle altre sue opere. Le si augurano ancora più successi futuri, incoraggiandola a ricorrere sempre più a questa creatività che già la contraddistingue per progetti arditi e stimolanti. Ne sentiremo ancora parlare, la rivedremo di certo.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Foglia a specchio, vetro e metallo,

Una grande forma di foglia esotica si offre allo sguardo con semplice eleganza, restituendo la propria immagine. C’è una sinuosità tagliente, un gusto naturale divertito per un oggetto d’uso altrimenti anonimo. Queste movenze piuttosto geometriche ed un po’ puntute fanno uscire un tale specchio dall’anonimato per un gusto selvaggio che rimanda alla giungla ed alle sue creature (le scimmie) che vi si specchierebbero di sicuro.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Lampada Tramonto, vetro legno e led, 20x30 cm circa,

Una lampada dalla struttura lignea, con il led all’interno, ha uno dei lati interamente composto da una vetrata colorata (assemblata tramite la tecnica Tiffany). Si tratta di un sole al tramonto, avvolto di nubi, in una vallata montana oppure su di un orizzonte marino. La luce calda sprigionata dall’interno trasmette un certo tepore, quasi un invito al rilassamento durante i mesi autunnali in attesa del ritorno del freddo. Tutti questi frammenti sono come trasfigurati dalla luce ed esaltano i propri colori in maniera inaspettata. Colpisce anche l’accostamento dei due materiali, legno e vetro, con diversi effetti di superficie: l’uno nodoso e l’altro più ruvido, con la pasta metallica a trasmettere una certa morbidezza.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Portagioie, vetro e metallo,

Quest’insolito oggetto, così simile ad una borsetta elegante, è in realtà un espositore portagioie che ricorda un sole raggiato, all’alba oppure al tramonto. Attorno al semicerchio sono disposti i gancetti pronti a contenere le gioie, i gingilli che aggiungono colore a questa base bianca e nera. Interessante che possa essere appeso e che, con la trasparenza del vetro, se illuminato restituisca bagliori. Pare di osservare una scultura in ferro battuto, un oggetto ornamentale (e comunque funzionale) insolito e creativo.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Flora, vetro legno e rame,

Quest’opera minimale richiama la spiritualità degli indiani d’america, foglie/piume che si ergono tramite steli di rame ancorati su di un supporto di legno nero. Una foglia bianca al centro, una piuma nera a destra e poi un’unione delle due a sinistra: una tripletta che conserva una certa sacralità, un rimando trinitario. Il metallo è stato fuso, messo in forma e poi lasciato solidificare. C’è grande leggerezza in questa composizione originale, soprammobile meditativo luminoso e dotato di buon ritmo.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Tazza di papaveri, vetro e rame,

Siamo di fronte ad una composizione artistica originale, ad un gioco compositivo che ricorda l’arte giapponese dell’Ikebana (l’arte di disporre i fiori recisi). In questo caso l’artista ha realizzato però anche la tazza con la stessa tecnica dei fiori, unendo in fusione il vetro al metallo. Poste all’interno vi sono diverse tipologie di oggetti dagli steli di rame che rimandano al mondo naturale, con geometrie astraenti e semplificate. Papaveri ad uno, due o tre petali si mescolano a spighe di grano simili a diapason, a soffioni vuoti e bacche bicolore che restituiscono l’idea di un prato incolto nell’inoltrarsi della primavera. Quest’oggetto ornamentale denota tutta l’abilità dell’artista a livello di design e di riuso degli scarti di vetro.

Giulia Grobberio (Bludevèr), Fiore immaginario, rame vetro e legno,

Un fiore immaginario si erge sottile e metallico dalla sua base di legno squadrato e si diparte in braccia speculari via via più esili, simili ad antenne d’insetto. Il rame fuso ha creato dei nodi che l’artista ha giustamente utilizzato a suo vantaggio per dare maggior realismo. Pezzi di vetro ad imitazione di boccioli sono incastonati su strutture metalliche come corolle, entrambi captando la luce del sole per restiturla in bagliori. C’è una specularità quasi perfetta e quest’imperfezione minimale dona al tutto un’inedita vitalità vegetale. L’arte e la creatività elaborano qui un prodigio, una nuova specie da classificare.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.