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Attrazione a spirale (mostra virtuale)

La mostra virtuale di oggi è dedicata ad un insolito argomento: il vitale moto spiraliforme e circolare che è possibile cogliere nella realtà soltanto in alcune occasioni. L'arte come sempre è in grado di esaltare questi insoliti prodigi, rivelandoli sulla tela anche laddove non potrebbero esserci. Si tratta in fondo di una mostra virtuale che vuole parlare di molte cose, da cogliere tra le righe, e che nasce da sè per essere un augurio inaspettato e riflessivo, sensibile che trasmetta energia, quella buona e propositiva, per perorare le proprie cause nell’ascolto e nella comprensione.

Gessica Tiziani, Simiane-la-Rotonde, penna e caffè su carta, 2025,

Ha un che di magico questa visione di una delle scale a chiocciola del castello di Simiane-la-Rotonde in Provenza. La composizione è interessante e vivace, vitale, con una linearità che si innesta in una circolarità che sale (e/o scende) per un procedere spiraliforme che tende potenzialmente all’infinito. Il nero dei segni a penna è lambito dalle liquide pennellate di caffè che illudono lo sguardo di essere quasi la luce del sole che filtra da una delle finestre di una tale dimora. Se ben si osserva, i blocchi di pietra paiono l’ossatura di un’enorme creatura antica, una balenottera, il cui corpo deposto eoni fa nelle profondità oceaniche è stato riscoperto in seguito ad una campagna archeologica. Questa scalinata è in grado di evocare memorie passate e viene da chiedersi se quelle macchie non siano, attraverso un processo di pareidolia, gli spiriti e le animule degli antichi abitanti del castello venute a visitare la loro abitazione vetusta. Pare di osservare un rimestare di acque, un mulinello impossibile prodotto dalla scala, che ruota scuotendo l’immagine in un ideale gioco di specchi.

Gessica Tiziani, Chiocciole, pigmenti e pastelli ad olio su tela, 2025,

L’elemento spiraliforme è ora mutato ed ha preso vita nella mente artistica in una versione più ridotta, concentrata ed umile: la chiocciola. Sono in tutto sette, di varie dimensioni e disposte su due assi di staccionata di legno scuro legate strettamente tra loro da fili di ferro arricciati. La vegetazione è folta e ricca, con una certa secchezza dovuta forse alla mancanza d’acqua. Potrebbe trattarsi del limitare di un appezzamento che dà su una zona boscosa, un lungo filtro in cui vigono ancora le caotiche, solo all’apparenza, regole della natura. Esenti da tale suddivisione sono soltanto gli steli d’erba e quella sorta di arbusti marrone-rossiccio. Le chiocciole hanno in sé gli stessi colori dell’ambiente che le circonda, sono il frutto di questo habitat ed in esso si esaltano divenendo dei veri e propri prodigi.

Elisabetta Martinez, Liocorno, olio, carboncino e foglia oro su tela, 2025,

L’elemento con il suo moto a spirale è tornato ad allungarsi ed a porsi sul capo di una creatura biblica che ha sul suo vello azzurro-oro delle galassie che occhieggiano brillando preziose. Pare di essere di fronte ad uno spirito che fluttua, ad un’entità fantasmatica antediluviana che nobilmente attraversa un campo notturno. Le stelle, i pianeti ed i sistemi di pianeti pare che se li sia mangiati cogliendoli direttamente dal cielo con il suo corno, come farebbe un pescatore con la sua lenza luminosa. La creatura iridescente sta forse sognando e vaga in uno stato di trance, volando leggera in una notte senza luna con uno sguardo senza occhi, osservando con la mente… L’ampio ventre fa pensare ad una gravidanza cosmica, quasi ad un essere astrale che giunge sulla terra per ottenere un po’ di pace e nascondimento. Tutte queste suggestioni e l’opera stessa sono ispirate dalle Grotte di Lascaux, in Francia.

Lara Ottaviani, Drogatto - Bipolarità, incisione, 2025,

Torna per questa occasione una vecchia conoscenza del blog, il gatto soprannominato Drogatto per aver frequentato le piante allucinogene provenienti dalle differenti parti del mondo. In questo caso la sua situazione non è migliorata, anzi, si è rivestita di una duplice doppiezza che l’artista ama definire “bipolarità”, in un moto rotatorio continuo, divenendo quasi un tessuto su cui è stata scritta la partitura dell’universo. Il suo vello maculato è simile a quello del ghepardo, ma le macchie paiono qui stelle, pianeti e sistemi planetari, galassie di un unico ed imperscrutabile organismo. Che cosa può dirci il suo sguardo allucinato ed instupidito? Che abbia avvertito l’odore pungente di un altro suo simile ed il suo animo sia dibattuto tra la più funesta irritazione ed il terrore istintivo? Le orecchie sono dritte, le vibrisse stirate, la posa è immobile, gli artigli sfoderati… Che si stia per gettare in una lotta notturna per guadagnarsi il dominio territoriale? Questo gatto ricorda da vicino noi uomini del genere umano, incapaci di agire senza violenza e con raziocinio. I più grandi mali portati nel mondo sono merito nostro e la via della pace è solo per quelli che gridano, inascoltati, nel deserto. Certo così il messaggio raggiunge distanze più lunghe, ma non potrà mai sovrastare i bombardamenti… Che cosa fare? Agire, agire nel silenzio del cuore, coltivare il vero amore come un giardino aperto al mondo, inaffiarlo con il rispetto e concimarlo con l’ascolto e la sensibilità.

L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.