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Artemisia Gentileschi e Chiara Varotari, un possibile incontro

Artemisia Gentileschi e Chiara Varotari, un possibile incontro

Un primo accostamento letterario tra Chiara Varotari e Artemisia Gentileschi risale ad un testo del 1630 edito a Venezia di Guid’Ubaldo Benamati (membro dell’Accademia degli Incogniti), Il Trivisano, poema heroicivico. L’autore descrive un’opera di carattere profano per ciascuna delle due artiste, lodandole. Da segnalare senz’altro il fatto che sono le uniche pittrici nominate (una di seguito all’altra) all’interno di un gruppo di otto pittori.

Il Benamati, come si è riferito, è membro di un’Accademia fondata a Venezia nello stesso anno da Gianfrancesco Loredano. Tra quest’ultimo e Artemisia c’è uno scambio epistolare e noti sono i contatti dell’uomo con i pittori più in voga dell’epoca tra cui Alessandro Varotari detto il Padovanino e (come dimostra il Benamati) con la sorella Chiara Varotari.

Si sa inoltre da più fonti della presenza della Gentileschi a Venezia esattamente tra il 1627 e l’estate 1630, lasciando la Laguna alle prime avvisaglie della peste (sì, quella descritta anche nei Promessi sposi).

Suggestivo sarebbe quindi riflettere su un possibile incontro tra le due. Artemisia è notissima in tutta Italia e all’estero (e infatti ha il primato, nel Benamati, rispetto alla Varotari) e Chiara è rinomata a Venezia e nello Stato di terra. Potrebbe esserci stato il desiderio di conoscersi? Di certo non sarà sfuggita a nessuna delle due la reciproca fama e presenza nella città lagunare.

Quest’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.