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Alla scoperta di Evelyn Pickering De Morgan.
Mary Evelyn Pickering De Morgan (Londra 1855-1919 [64 anni]) è una pittrice preraffaelita (che si ispira quindi agli artisti che hanno preceduto Raffaello, nell’ottica di un Anti-accademismo) che si ispira all’arte di Botticelli, inglobando i valori dell’Estetismo (superandoli) e successivamente del Simbolismo e dello Spiritismo di fine ‘800 e inizio ‘900.
Figlia di classe sociale elevata, nobile per parte di madre (Anna Maria Spencer Stanhope), di formazione erudita e classica, viene avviata all’arte grazie al sostegno del padre Percival Pickering. I suoi studi non sono compiuti soltanto con l’aiuto dello zio John Roddam Spencer Stanhope (in contatto con Dante Gabriel Rossetti), ma anche dalla frequentazione della Slade School of Art (è la prima donna) dove diviene un’artista completa, vigorosa e autonoma, in cui può tra l’altro studiare il nudo dal vivo e vincere diversi premi.
Le sue opere, che presentano solitamente soggetti mitologici (spesso eruditi), allegorici e religioso-filosofici, sono connotate da una diligenza per il dettaglio, da un calcolatissimo studio della posa delle figure e da una vivacità enigmatica e onirica sempre lucida e acuta.

(Arianna abbandonata a Naxos, Evelyn De Morgan, Collezione De Morgan)
La prima fase della sua attività è lo schizzo compositivo su carta grigia (e pastello bianco o oro), poi lo studio della figura attraverso il nudo, i panneggi. Le mani e i piedi, cosiccome gli innumerevoli dettagli, venivano studiati separatamente per poi giungere alla preparazione del supporto in previsione della tecnica a olio.
Nel 1883 sposa il ceramista e novellista William De Morgan e dal 1890 l’artista si stabilisce in Italia (fino al 1914), a Firenze (lo zio è proprietario di Villa Nutti a Bellosguardo). Tra i vari committenti c’è anche William Imrie, il cui cantiere navale creerà il Titanic. Del 1894 è Flora, la sua opera più famosa, chiaramente ispirata alla Nascita di Venere e alla Primavera di Botticelli.

(al centro Flora di Evelyn De Morgan, Collezione De Morgan. Ai lati dettagli dalle opere di Botticelli citate, Uffizi)
Tornata a Londra durante la WW1 (Prima guerra mondiale), con la sua arte raccoglierà i fondi che poi devolverà alla Croce Rossa italiana e inglese. Si spegne nel 1919 dopo una carriera produttiva e vivace.
L’opera che propongo come analisi è Phosphorus e Hesperus del 1881, firmato e datato, della collezione De Morgan. Due giovani nudi, dai corpi intrecciati, sostano assorti su una marina trattenendo una fiaccola ciascuno. Phosphorus, la stella del mattino secondo il mito greco, ha gli occhi vigili e tiene la fiaccola d’oro ben levata. Hesperus, stella della sera, è colto nel sonno con la fiaccola d’argento prossima a sfuggirgli. L’opera rappresenterebbe il ciclo della vita, caricandosi inoltre di un certo erotismo in un’ambientazione limpidissima e solitaria, non fosse per quelle prove di natura morta di alghe e conchiglie che completano la scena.

(Phosphorus e Hesperus, Evelyn De Morgan, Collezione De Morgan)
L’articolo è proprietà intellettuale di Pierluigi Rossi.